TAO , EQUILIBRISMO E ARTI CIRCENSI
Imparare a stare in equilibrio sulla terra come fa un funambolo nel cielo
(1° Parte) dell’intervista a Marco Bizzozero fondatore della Scuola Nazionale di Teatro e Arte Circense di Milano (www.teatrocirco.it), pubblicata sulla Rivista statunitense “Vassel” . Agosto 2000
DOMANDA: Marco, che cosa significa camminare in equilibrio su di un filo?
Per me significa essere sospeso su di un palcoscenico di pochi centimetri, eseguendo esercizi nel vuoto, accarezza ndo l’aria, appoggiandoti ad essa.
Avere fiducia nella tua consapevolezza, e su di essa volare nello spazio vuoto. E’ una sensazione di libertà illimitata.
Occorre molta concentrazione? A cosa pensi?
Bisogna essere totalmente sul filo : non c’è nessun pensiero .
Bisogna diventare ad ogni istante corpo unico con il filo .
Ti muovi con dolcezza : la camminata accurata, diritta come la linea tracciata dalla forza del tuo sguardo.
Sei attore ed osservatore di quell’equilibrio, e nello stesso tempo, nei momenti di rara immobilità, divieni oggetto di equilibrio: non sei più tu che tieni l’equilibrio, ma una forza misteriosa : tutto diviene immancabilmente perfetto.
E’ possibile l’immobilità su di un filo? Che cosa si prova?
La ricerca dell’im mobilità è il mistero della danza sul filo : il sapore di un secondo di immobilità assoluta, è una felicità intima.
Se nessun pensiero venisse a turbare questo miracolo, ogni breve attimo di immobilità assoluta durerebbe in eterno.
Per fare questa es perienza è indispensabile camminare su di un filo ad una certa altezza?
Nella mia scuola ho costruito degli attrezzi semplici, che permettono a chiunque di elaborare l’eq uilibrismo stando a 30-80 cm da terra, senza alcun rischio (FIG :1). I principi e le tecniche sono gli stessi de ll’equilibrismo sul filo e del CHI-K UNG.
Qual è il segreto, o il principio cinetico dell’equilibrio del corpo?
E’ molto semplice : un corpo per stare in equilibrio su di una base d’appoggio (sui piedi, sul filo, sulla testa, sulle mani), deve mantenere la proiezione del suo centro di gravità, all’interno della base d’appoggio stessa.
E quindi l’equilibrista deve tenere il suo TAN-TIEN (che corrisponde al centro di gravità) sopra al piede d’appoggio. Quindi deve sviluppare la consapevolezza del proprio TAN-TIEN, e costantemente guidarlo sulla base d’appoggio.
Marco Bizzozero











